abuso edilizio: prescrizione

III, 15/12/2017, n.40078. 117 Cost. Infondato, infine, l’ultimo motivo, con il quale il ricorrente, deduce l’incompetenza del PM territoriale, per l’ipotesi in cui non si dovesse ritenere fondata l’eccezione di cui al primo motivo. A tale sentenza fanno ricorso fino a giungere in Cassazione, la quale lo accoglie parzialmente. La repressione di un abuso edilizio non è soggetto a termine di prescrizione o decadenza L’abuso edilizio costituisce un illecito permanente, in relazione al quale la potestà sanzionatoria della Pubblica amministrazione non è soggetta a termini di prescrizione o decadenza. Inoltre, manca anche l’eadem ratio, l’elemento di identità fra il “caso” previsto ed il “caso” non disciplinato, sulla quale la tesi della natura intrinsecamente penale della demolizione sorvola. e S.A. , con la quale questi ultimi chiedevano la sospensione o la revoca dell’ingiunzione di demolizione n. 35/01, emessa dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Napoli, notificata in esecuzione all’ordine di demolizione impartito con la sentenza n. 45/2000 del 11.01.2000 del Tribunale di Napoli, per i seguenti motivi: 1) pendenza di un procedimento amministrativo volto alla concessione in sanatoria dell’immobile; 2) mancato passaggio in giudicato della sentenza posta in esecuzione; 3) prescrizione del diritto alla demolizione; 4) circostanza che la sentenza posta in esecuzione non contiene alcuna statuizione in relazione alla posizione di G.A. 260972), in tal senso non mutuando il carattere tipico delle sanzioni penali, consistente nella irretrattabilità, ed è impermeabile a tutte le eventuali vicende estintive del reato e/o della pena (ad esso non sono applicabili l’amnistia e l’indulto, cfr. 274201; Sez. Abuso edilizio: da quando decorrono i termini per la prescrizione? 28 legge n. 689 del 1981 che riguarda unicamente le sanzioni pecuniarie con finalità punitiva”); che non ricorra una finalità repressiva, del resto, è confermato altresì dalla possibilità di revoca della demolizione, allorquando gli interessi pubblici sottesi alla tutela del territorio siano diversamente ponderati dall’autorità amministrativa, divenendo incompatibili con l’esecuzione della misura ripristinatoria. Tale valutazione dell’autorità amministrativa volta alla conservazione dell’opera, riveste tuttavia natura eccezionale e deve esplicitamente chiarire il preminente interesse pubblico all’acquisizione dell’opera (cfr. Tar Latina, (Lazio) sez. Peraltro, il giudizio amministrativo proposto dall’odierno ricorrente risulta essere stato definito con sentenza di rigetto n. 4125 del 14/07/2015 della VI Sez. In altri termini, non può ammettersi un affidamento meritevole di tutela alla conservazione di una situazione illegale. Vale la pena fare un breve sunto dell’orientamento dei principali tribunali per comprendere cosa rischia chi non applica la legge. Facciamo chiarezza sulla doppia natura della sanzione di un abuso edilizio: penale da una parte, amministrativa dall'altra Â. Quando parliamo di prescrizione della demolizione di abuso edilizio non ci riferiamo al reato in sé, ossia alla possibilità di essere condannati penalmente dal tribunale e subire le relative sanzioni (la prescrizione del reato di abuso edilizio è stata già trattata, da noi, nell’articolo Abuso edilizio: quando si prescrive? Colui che realizza un abuso edilizio non può dolersi del fatto che l’Amministrazione, restando inerte, lo abbia in un certo modo avvantaggiato, adottando soltanto a notevole distanza di tempo i provvedimenti repressivi dell’abuso non sanabile. Monter); in tale quadro, coerentemente è stata negata l’estinzione della sanzione per il decorso del tempo, ai sensi dell’art. Tale sentenza ha infatti delimitato l’applicabilità del precetto di cui all’art. proc. 649 cod. Prescrizione abusi edilizi, decorrenza dall’ultima opera compiuta. n. 49331 del 2015). 3, n. 13745 del 08/03/2016, Annunzziata, Rv. Angelo Greco e iscritta presso il Tribunale di Cosenza, N.G.R 243/2016 - N.R. 2946 c. c. perché esso riguarda la prescrizione dei diritti e non delle sanzioni amministrative. Ora, se il reato si prescrive in quattro anni (cinque se c’è un rinvio a giudizio), l’ordine di demolizione può essere notificato anche dopo questo termine. La diversa natura e finalità delle pene principali, da un lato, e della demolizione, dall’altra, non consentono, infatti, di individuare un elemento di identità tra i due “casi” che consenta un’applicazione analogica della norma sulla prescrizione: è stato già evidenziato che mentre le pene “principali” hanno una natura lato sensu ‘repressivà, ed una finalità rieducativa (recte, risocializzante), ai sensi dell’art. 2.4.- Con il quarto motivo la difesa deduce il vizio di violazione di legge, in relazione alla legge 47/85 e agli artt. Le modificazioni apportate da uno dei condomini agli infissi delle finestre del proprio appartamento in assenza della preventiva autorizzazione dell’assemblea condominiale prevista dal regolamento di condominio, valgono a far qualificare presuntivamente dette opere come abusive e pregiudizievoli al decoro architettonico della facciata dell’edificio ed a configurare l’interesse processuale del singolo condomino che agisca in giudizio a tutela della cosa comune. disciplina l’ingiunzione alla demolizione delle opere abusive, adottata dall’autorità amministrativa nel caso non venga disposta la demolizione d’ufficio; in caso di inottemperanza, è prevista l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, e, comunque, l’acquisizione dell’opera abusiva al patrimonio del Comune, finalizzata alla demolizione ‘in dannò, a spese dei responsabili dell’abuso, salvo che con specifica deliberazione consiliare non venga dichiarata l’esistenza di prevalenti interessi pubblici, e sempre che l’opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici ed ambientali. Se è vero, infatti, che il divieto di analogia in materia penale è considerato, dalla dottrina più attenta, relativo, concernente soltanto le norme penali sfavorevoli, nondimeno l’art. Analogamente, per le sole opere non comportanti aumento di carico urbanistico né vincolate, si è prevista una … 2.1.- Con il primo motivo i ricorrenti deducono il vizio di violazione di legge, in relazione all’art. La prescrizione risponde ad esigenze di economia processuale, in base al quale lo Stato cessa di perseguire l’attore del reato, quando trascorre un periodo di tempo eccessivamente lungo. proc. Cass. Ai fini dell’irrogazione della sanzione pecuniaria per il caso di inottemperanza all’ordine di demolizione, la prescrizione quinquennale di cui all’art. Anche la realizzazione di una tettoia è soggetta al preventivo rilascio del permesso di costruire quando essa, pur avendo carattere pertinenziale rispetto all’immobile cui accede, incide sull’assetto edilizio preesistente. 264736: “In materia di reati concernenti le violazioni edilizie, l’ordine di demolizione del manufatto abusivo, avendo natura di sanzione amministrativa di carattere ripristinatorio, non è soggetto alla prescrizione stabilita dall’art. A differenza della sanzione amministrativa, solo la sanzione penale può essere prescritta. A farne le spese, quindi, è chi è, in quel momento stesso, proprietario dell’immobile, a prescindere dal fatto che abbia realizzato o meno l’abuso. 3.1.- Appare opportuno premettere, in termini generali, che, quanto alla eccepita incompetenza, questa corte ha chiarito, in più occasioni (cfr. Detto ciò, torniamo ad occuparci del problema della eventuale prescrizione dell’ordine di demolizione. Ciò rende infondato il primo motivo, risultando affermata la competenza funzionale del GIP procedente, giudice del tribunale che ha emesso l’ultima condanna nei confronti dei ricorrenti, cui è stata rimesso il procedimento in seguito a ordinanza del tribunale di Napoli che ha declinato la competenza e in relazione alla quale il giudice adito non ha elevato conflitto, con conseguente radicamento della stessa. 380/2001, vanamente decorso. Cassazione penale sez. proc. 2.1. 264736; Sez. Anche se l’intervenuto condono dell’abuso edilizio non fa venir meno la potestà sanzionatoria per la violazione paesaggistica, tuttavia il momento del rilascio della concessione edilizia in sanatoria per un fabbricato abusivamente realizzato, previo parere paesaggistico favorevole ex art. Prima di entrare nel vivo del discorso inerente ai termini di prescrizione della demolizione degli abusi edilizi, citeremo un principio espresso proprio di recente dal Tar Sicilia [1]. 12 Prel.. E tuttavia anche tale procedimento interpretativo sarebbe frutto di una soggettiva ed arbitraria opzione politica dell’interprete, in assenza di una inequivocabile lacuna normativa. Ho letto che l'abuso edilizio è un reato continuato e quindi se si applicasse la cosiddetta "favor rei" la prescrizione minima sarebbe di 3 anni e non di 4 come prevede appunto la ex Cirielli. Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato. sulla prescrizione delle pene. Ma fino a quando? 3 n. 23840 del 13.5.2009, Neri, Rv. 117 Cost., va altresì ribadita la non condivisibilità della tesi della natura “sostanzialmente penale” (Sez. L’abuso edilizio è un reato conseguibile sia dal punto di vista amministrativo che da quello penale.Mentre nel primo caso l’illecito non finisce mai in prescrizione, nel secondo caso invece la prescrizione può avvenire dopo 4 o 5 anni.. Risulta quindi molto importante sapere da quale momento preciso si avvia il tempo necessario alla prescrizione, e anche quando è legittimo … 3, n. 9949 del 20/01/2016, Di Scala, non ancora massimata; Sez. Il ricorso deve, pertanto, essere dichiarato inammissibile, a cagione della manifesta infondatezza dell’unico motivo cui è stato affidato. n. 380/01. Angelo Greco e iscritta presso il Tribunale di Cosenza, N.G.R 243/2016 - N.R. III, 28/08/2017, n.4146. Ad esempio, un decret… 28, L. 689/1981 inizia il suo decorso solo dal giorno in cui è cessata la situazione di illiceità, dunque con il conseguimento delle prescritte autorizzazioni, ovvero in alternativa con la effettiva demolizione delle opere abusive. Il reato di abuso edilizio è passibile di prescrizione. Altrettanto importante appare l’affermazione della Corte e.d.u. pen., e cioè due anni in caso di contravvenzioni e cinque anni in caso di delitti, prospettando anche una situazione di incolpevole affidamento sulla estensione biennale del termine e affermando l’erroneità della individuazione in quello di novanta giorni dal passaggio in giudicato della sentenza del termine per l’adempimento dell’ordine di demolizione delle opere abusive, ove non indicato nella sentenza. Quanto tempo ha il proprietario per abbattere il manufatto e ottenere la sospensione della pena? Tar Lecce, (Puglia) sez. Peraltro, osservano i ricorrenti, recentemente alcuni corti nazionali, in ossequio ai principi stabiliti dalla Corte EDU, hanno sancito la prescrizione dell’ordine di abbattimento in cinque anni, poiché trattasi di pena accessoria e non di sanzione amministrativa; altri ancora, invece, hanno ritenuto che il giudice penale, nell’ordinare la demolizione, eserciti, di fatto, un potere amministrativo, che dovrà rispettare termini che, comunque, tutelino il legittimo affidamento del destinarlo, nell’ottica di un bilanciamento tra più diritti e situazioni individuali. La domanda diretta alla rimozione delle opere abusive realizzate nel cortile condominiale e la relativa domanda risarcitoria devono essere proposte nei confronti dei singoli condomini trattandosi di azioni reali. 04/03/2013, Di Cristo, Rv. 235954), questo Collegio ritiene di condividere l’indirizzo giurisprudenziale maggioritario, ormai consolidatosi, secondo cui il termine per adempiere all’obbligo di demolizione del manufatto abusivo, al quale sia stato subordinato il beneficio della sospensione condizionale della pena, nel caso in cui il giudice abbia omesso di provvedere alla sua indicazione, è quello di novanta giorni dal passaggio in giudicato della sentenza, desumibile dai parametri della disciplina urbanistica prevista dall’art. 173 cod. Il ricorso è manifestamente infondato. Alla demolizione “per la sua natura sostanzialmente amministrativa non sono applicabili neppure in via analogica le norme relative all’estinzione della pena; in ogni caso, anche a volere ritenere applicabile l’analogia in relazione alle cause estintive del reato, mancherebbe lo stesso presupposto dell’analogia ossia l’eadem ratio, posto che il decorso del tempo potrebbe fare venire meno l’interesse dello Stato alla punizione, ma non quello di eliminare dal territorio un manufatto abusivo, tenuto conto della preminenza delle ragioni di tutela del territorio che giustificano l’eccezionale potestà sanzionatoria amministrativa attribuita dalla legge al giudice penale. II, 21/09/2018, n.9534. Hanno richiamato in proposito l’orientamento interpretativo secondo cui, in caso di sospensione condizionale della subordinata all’adempimento di un obbligo, qualora nella sentenza non sia stato stabilito il termine entro il quale il condannato deve adempiere, esso coincide con quello previsto dall’art. G.A. Errori che possono comportare anche una condanna penale per il reato di abuso edilizio.Â. Il caso analizzato dai giudici amministrativi si riferisce al caso in cui un soggetto (anche da un condominio) segnali al Comune un abuso edilizio commesso da un altro soggetto; in tal caso – si legge nella sentenza – è illegittimo il comportamento dell’ente locale che, dopo aver emesso l’ordinanza di demolizione dell’opera abusiva, non provvede a esercitare i suoi poteri repressivi, come gli chiede chi ha presentato la segnalazione. 25497801). 14 delle Preleggi, sul rilievo che, poiché tale norma non può riferirsi a previsioni di favore, non occorre il presupposto dell’eadem ratio. Il giudice dell’esecuzione, nell’accogliere la richiesta di revoca del beneficio avanzata dal pubblico ministero, ha ritenuto che la mancata fissazione di un termine per provvedere alla demolizione dell’opera abusiva non determini nullità della condizione, dovendo, conformemente all’indirizzo interpretativo maggioritario, ritenersi che tale termine sia quello di 90 giorni di cui all’art. Post by Apteryx vorrei che mi rinfrescaste la memoria in caso di abuso edilizio, oper concluse, sanato attraverso l'accertamento di conformità art 36 del 380, la prescrizione per il … sazione penale sez. Questa corte ha anche di recente ribadito che la demolizione del manufatto abusivo, anche se disposta dal giudice penale ai sensi dell’art. Difatti, la sanzione amministrativapuò essere richiesta dal Comune nonostante gli anni passati. Non esiste in campo amministrativo. 14 Prel. 655 c.p.p., per non avere il giudice dell’esecuzione tenuto conto che l’esecuzione fosse iniziata a cura di una procura incompetente e ciò in ragione delle considerazioni svolte con il primo motivo. 444 cod. L’amministrazione deve provvedere alla demolizione entro trenta giorni.Â, Se il Comune non provvede in un mese, subentra il commissario: sarà il prefetto a farlo tramite un funzionario entro ulteriori trenta giorni. 42/2004 per aver eseguito l’intervento di cui sopra, in zona sottoposta a vincoli paesaggistico (d.m. demolizione d’ufficio, disposta dall’organo amministrativo a prescindere da qualsivoglia attività finalizzata all’individuazione di responsabili, sul solo presupposto della presenza sul territorio di un immobile abusivo; una demolizione, dunque, che ha una finalità esclusivamente ripristinatoria dell’originario assetto del territorio. 173 cod. T.A.R. L’art. 3, n. 18533 del 23/03/2011, Abbate, Rv. 1. Corte di Cassazione, sez. 2. 1489 c.c. 28 della legge n. 689 del 1981 che attiene alle sole sanzioni pecuniarie con finalità punitiva. 227176). pen.. 2.2.1. Abuso edilizio demolizione: è sufficiente la descrizione, non i dettagli Demolizione di opere abusive, sbloccate le risorse per i … 28, l. 24 novembre 1981 n. 689 inizia a decorrere solo dal giorno in cui è cessata la situazione di illiceità, vale a dire con il conseguimento delle prescritte autorizzazioni, ovvero – in mancanza delle stesse – con la effettiva demolizione delle opere abusive; infatti, per la decorrenza della prescrizione dell’illecito amministrativo permanente, trova applicazione il principio relativo al reato permanente, secondo cui il termine della prescrizione decorre dal giorno in cui è cessata la permanenza (art. In materia di abuso edilizio opera la prescrizione del reato, disciplinata dall’art. att. 3, n. 7228 del 02/12/2010 (dep.2011), D’Avino, Rv. n. 380 del 2001, presuppone comunque la pronuncia di una sentenza di condanna, non risultando sufficiente l’avvenuto accertamento della commissione dell’abuso, come nel caso di sentenza che rileva l’intervenuta prescrizione del reato. pen. Nel caso in esame, il ricorrente, che pure aveva omesso, in precedenza, l’adempimento dell’ingiunzione a demolire disposta dalla Procura competente, si è limitato a dedurre la pretesa illegittimità della demolizione e l’asserita incidenza sulla propria dimensione abitativa, senza neppure documentare la laconica doglianza e l’effettività della situazione abitativa rappresentata. 28 applicabile alle sanzioni amministrative aventi per oggetto somme di denaro. pen. Il semplice decorso del tempo dalla commissione dell’abuso edilizio che costituisce un illecito permanente non è di per sé idoneo ad ingenerare nel privato una situazione di legittimo affidamento sulla conservabilità dell’intervento abusivo, se non nel caso in cui l’amministrazione, pur avendo avuto in tale lasso temporale oggettiva conoscenza dell’abuso, abbia tuttavia omesso di esercitare la dovuta azione repressiva e ripristinatoria . Del resto, l’illecito edilizio ha carattere permanente, tale da conservare nel tempo la sua natura. pen. 173 cod. La tesi è fondata, come noto, su una decisione, del tutto isolata, di un giudice di merito (Tribunale Asti, ordinanza del 03/11/2014, Delorier), che ha dichiarato l’estinzione per decorso del tempo dell’ordine di demolizione, sul presupposto che si trattasse non già di una sanzione amministrativa, bensì di una vera e propria “pena”, nella declinazione “sostanzialistica” fornita dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo; in tal senso, dunque, anche all’ordine di demolizione sarebbe applicabile l’art. Poiché nel caso in esame i nuovi volumi edificati sul lotto risultano inferiori ai 1000 metri cubi, il fatto-reato deve essere inquadrato ai sensi dell’art. 2.2. 31, comma 9, d.P.R. La giurisprudenza di legittimità ha elaborato una serie di principi che hanno costantemente ribadito la natura amministrativa della demolizione, quale sanzione accessoria oggettivamente amministrativa, sebbene soggettivamente giurisdizionale, esplicazione di un potere autonomo e non alternativo al quello dell’autorità amministrativa, con il quale può essere coordinato nella fase di esecuzione (ex multis, Sez. Tar Torino, (Piemonte) sez. In definitiva, il semplice trascorrere del tempo non può legittimare una situazione di illegittimità e tanto meno può imporre all’amministrazione un obbligo di comparazione dell’interesse del privato alla conservazione dell’abuso con l’interesse pubblico alla repressione dell’illecito; in tali ipotesi occorre piuttosto dimostrare ben altro al fine di giustificare l’invocato affidamento, cioè dimostrare una piena cognizione dell’abuso in capo alla p.a. 9864/2016), valutazione nel caso di specie pacificamente non sussistente giacché, come si evince dalla mera lettura del ricorso (pag. 616 cod. 1. A ricordarlo è il Tar di Potenza secondo cui l’ordine di demolizione di opere abusive, come tutti i provvedimenti sanzionatori in materia edilizia, “è atto vincolato e non richiede una specifica valutazione delle ragioni di interesse pubblico, né una comparazione di questo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati, né una motivazione sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla demolizione”. 3, n. 36387 del 07/07/2015, Formisano, Rv. Come anticipato i termini della prescrizione scattano solamente per la sanzione penale prevista per l’abuso edilizio. E difatti, come ha spiegato la Cassazione qualche giorno fa (leggi sul punto l’interessante approfondimento Abuso edilizio: condizioni sanatoria), la vendita di piccoli abusi edilizi può essere astrattamente valida se l’atto notarile indica gli estremi della licenza edilizia. Nel solco di quanto già evidenziato da questa Corte di Cassazione (Sez. Il distorto utilizzo della giurisprudenza casistica delle Corti Europee, infatti, può condurre, come nel caso dell’applicazione analogica della prescrizione alla demolizione, a compiere una “disanalogia”, con la quale si universalizza arbitrariamente la portata di un principio affermato in un determinato contesto.

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